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Ieri considerata la splendida giornata primaverile sono andata con mio marito a fare un giro in bicicletta e strada facendo abbiamo raccolto  lo sclopit. Quest’erba spontanea  conosciuta con il nome di silene,  da noi in Friuli viene chiamata “sclopit” perché  per gioco si usa far “scoppiare” il fiore, che si presenta con una forma ovale e gonfia, sul dorso della mano.

Durante la gita non abbiamo solo raccolto sclopit e respirato aria pura immersi nella natura, ma abbiamo anche avuto il piacere di incontrare un branco di pecore, caprette e asini che hanno interrotto la nostra pedalata per un po’ perchè erano davvero a centinaia.

Arrivata a casa ho curato lo sclopit, l’ho cucinato per qualche minuto in padella senza acqua e poi l’ho diviso in porzioni  da conservare in frezer per preparare risotti, frittate, crepes, gnocchetti.

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Ingredienti

gr 320 di riso carnaroli

gr 400 scolpit

mezzo bicchiere di vino bianco

un litro e mezzo di  brodo

1 noce di burro

1 scalogno

olio extra vergine

parmigiano

sale,pepe

Curare e lavare lo sclopit, farlo appassire in un tegame senza liquidi.

Far rosolare lo scalogno tritato nell’olio e unire lo sclopit  e cucinare per cinque minuti; unire il riso, farlo tostare, versare il vino e farlo evaporare. Aggiungere il brodo (caldo) un po’ alla volta. Quando il riso è cotto mantecarlo con il burro o olio, abbondante parmigiano e una macinata di pepe.

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In abbinamento un Sauvignon

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