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Quand’ero piccola ho trascorso molte festività pasquali a Pola, come  già detto diverse volte, la città dove è nata mia mamma.

I miei genitori sentivano la mancanza della  loro Istria e soprattutto del loro mare e così io e mia sorella eravamo costrette a seguirli nelle loro frequenti  fughe verso i luoghi d’origine. Dico costrette perché allora noi preferivamo il mare di Lignano Sabbiadoro; adesso rifarei quei viaggi mille volte.

Oggi raggiungere Pola è facile, da Udine si impiegano circa due ore; allora, invece, non c’era l’autostrada e bisognava superare il confine iugoslavo dove venivano frequentemente fatti accurati controlli.

Pasqua in Istria voleva dire mangiare l’agnello o il capretto che veniva preparato in tutte le “konobe”, tipiche trattorie istriane.

Mia mamma aveva la sua ricetta, fatta di pochi e semplici ingredienti.

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Ingredienti per 4-5 persone

kg 1,5 di agnello

timo

rosmarino

salvia

1 spicchio di aglio

vino rosso

brodo

olio extra vergine

sale,pepe

Fate tagliare dal vostro macellaio l’agnello in  pezzi non troppo piccoli. Adagiateli in un tegame che poi possa andare  in forno, aggiungete olio extra vergine di oliva (istriano sarebbe ideale), le erbe aromatiche (quantità a vostro piacimento) e l’aglio. Rosolate bene la carne da tutti i lati e sfumatela con un bicchiere di vino rosso (lo stesso con cui accompagnerete il piatto).

Salate, pepate e infornate per circa due ore a 190°bagnando di tanto in tanto con un po’ di brodo

Servite con patate al forno.

In abbinamento un Brunello di Montalcino del Castello Banfi.

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