A metà marzo mi son recata in viaggio di istruzione a Budapest con i miei alunni di quinta del Liceo linguistico.

Già la prima volta, nel 1990, Budapest mi aveva incantata con i suoi palazzi, i ponti, gli ampi viali, ma questa volta me ne sono proprio innamorata. Abbiamo avuto la fortuna di avere come guida Marta che ci ha raccontato la storia della città con grande entusiasmo e competenza riuscendo così a catturare l’attenzione degli allievi, cosa non sempre scontata.

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Arrivando a Budapest si nota subito la pulizia, non c’è confronto con alcune  città italiane, tanti palazzi e ponti sono stati ripuliti e quindi si sono presentati in tutto il loro splendore. I ponti, quello delle Catene, Elisabetta, della Libertà e altri  uniscono  Buda e Pest.

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A Pest  bisogna visitare assolutamente la Basilica di Santo Stefano, l’imponente Palazzo del Parlamento, uno dei più grandi al mondo e  Piazza degli eroi;  passeggiando all’esterno del Castello di Vajdahunyad  si può sostare davanti alla statua dedicata ad  Anonimus, scrittore ai tempi di re Bela IV che, pur avendo raccontato le cronache  del  tempo è ugualmente rimasto anonimo. Tiene una penna in mano, si dice che toccarla porti bene e che sia fonte di ispirazione per gli scrittori…io l’ho toccata  non si sa mai.

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Prima di lasciare Pest è d’obbligo una tappa alla pasticceria  Szamos per  gustare la famosa torta Dobos, creata appunto dal pasticcere Dobos per l’imperatrice Sissi: strati di pan di Spagna alternati a strati di diversi tipi di cioccolata.

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Attraversando  uno dei ponti della città, io consiglio quello delle Catene, si arriva a Buda, la parte collinare della città. Qui assolutamente da visitare la Chiesa di Mattia e il Bastione dei Pescatori da dove si può godere di un panorama mozzafiato.

Naturalmente abbiamo visitato la città sia da un punto di vista culturale che gastronomico. Non dimentichiamo che Budapest è la patria del gulash e della paprika.

Il mercato coperto in stile Liberty è un tripudio di bancarelle che espongono salami ungheresi, paprika, peperoncini, frutta e verdura. Naturalmente tutti abbiamo acquistato questi prodotti locali e anche qualche bottiglia di vino Tokaj, vino dolce da abbinare alla colomba.

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Un buon piatto di quello che per noi è il gulash ma che gli ungheresi chiamano Porkolt, lo abbiamo gustato a Visegrad.

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A Szentendre, cittadina che dista pochi chilometri  dalla capitale, abbiamo visitato il museo di marzapane: uno spettacolo. Penso che i bambini potrebbero rimanere a bocca aperta davanti alle vetrine dove sono conservati questi capolavori; molti sono i personaggi delle fiabe e dei fumetti fatti tutti con il marzapane.

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Spero di essere riuscita a farvi venire il desiderio di visitare questa splendida capitale europea.

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