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Questa ricetta fa parte della cucina romana chiamata del “quinto quarto” perchè così era detta la carne che rimaneva dopo che erano state vendute le parti migliori. Era costituita da frattaglie, cuore, fegato, coda, trippa; tutta  carne che il ricco non voleva presentare sulle propria tavola. Con questi “scarti” che per fortuna oggi sono stati rivalutati, molte volte venivano pagati gli addetti alla macellazione. Le donne di casa per rendere le carni più gustose, ma anche per nascondere sapori troppo forti e non sempre gradevoli, introdussero  ingredienti particolari e lunghe cotture. Dalla fantasia delle casalinghe sono nati piatti che oggi si trovano in tutte le trattorie romane. Uno di questi è la coratella, preparata con le interiora dell’agnello. Come si dice…” a morte sua” è con i carciofi; io ho rivisitato la ricetta e l’ho accompagnata con le “torrette di polenta ai carciofi”.https://lericettedibaccos.wordpress.com/2015/01/18/torrette-di-polenta-con-carciofi/

 

Ingredienti per 4 persone

gr 700 di coratella di abbacchio

1 bicchiere di vino bianco secco

3 cipolle bianche

olio extra vergine di oliva

peperoncino

1 foglia di alloro

sale

Tritate la cipolla e soffriggetela con il peperoncino. Lavate  la coratella,tagliatela a fette e unitela alla cipolla; aggiungete la foglia di alloro e cuocete per circa 35-40 minuti.

In genere 10 minuti prima della fine della cottura, si aggiungono i carciofi precedentemente cotti.

Io ho voluto accompagnare la coratella con le torrette di polenta che ho presentato ieri.

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Abbino a questo piatto un Pinot grigio

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