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Anche se la piadina romagnola ha origini molto antiche la vera fortuna  inizia solo negli anni 40′ e 50′ quando si cominciò a venderla nei chioschi sparsi lungo le strade  che portavano alla riviera romagnola; i turisti ne rimasero entusiasti sia per la bontà che per il prezzo.

Giovanni Pascoli  ha dedicato una poesia alla piadina chiamandola “il pane rude”.

Maria, nel fiore infondi l’acqua e poni

il sale..con le mani blande

domi la pasta e poi l’allarghi e spiani:

ed ecco è liscia come un foglio e grande

come la luna e sulle aperte mani

tu me l’arrechi e me l’adagi molle

sul testo caldo e quindi t’allontani.

Io la giro e le attizzo con le molle

il fuoco sotto finché stride invasa

dal calor mite e si rigonfia in bolle:

e l’odor del pane empie la casa

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Ingredienti per circa  piadine 14 piadine medie

kg 1 farina
gr 180 di strutto
un cucchiaino di sale
1 busta di lievito per torte salate
acqua q.b.

Con la farina formare una fontana e mettere nel centro lo strutto e il lievito; amalgamare aggiungendo l’acqua un po’ alla volta e il sale. Impastare bene poi lasciar riposare per almeno 10 minuti. Suddividere l’impasto in tante palline grandi come un’arancia (o più piccole).

Tirare la pasta  e cuocere le  piadine in una  pentola antiaderente senza mettere nè olio,nè burro.

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Con le piadine si accompagnano salumi, formaggi ecc.

In abbinamento il Lambrusco è d’obbligo.

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