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La mia amica Giovanna tanti anni fa mi ha dato in “custodia” una piccola (perché in formato mignon) enciclopedia “Biblioteca di gastronomia” 1932-1934 che  apparteneva a sua nonna. Ho trovato tanti spunti per le mie ricette anche se come spesso accadeva in quegli anni, le dosi non vengono sempre riportate. Oltre a presentare buone ricette ha anche il pregio di occupare pochissimo spazio. In un volume (si fa per dire) vengono riportate le ricette di alcuni personaggi dell’epoca famosi in campo letterario, medico,politico; ci sono anche un paio di ricette di Marinetti, che con la pubblicazione del famoso manifesto  nel “Figaro” ha gettato le basi del movimento futurista; più che ricette sembrano descrizioni di quadri.

La ricetta che ho fatto giorni fa è il fegato alla “Parma vecchia”, il perché di questo nome è tutto da scoprire ma assicuro che è proprio buono e molto facile e veloce: Riporto la ricetta così come è descritta nell’enciclopedia.

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Si taglia in fette e non troppo sottili, un bel pezzo di fegato di manzo, che si deve scegliere di qualità tenera. S’impanano poi queste fette nel solo pane grattugiato e si fanno friggere, come cotolette, nello strutto con un po’ di rosmarino fresco. A cottura ultimata si salano e si servono caldissime con spicchi di limone.

n.b. lo strutto si può sostituire con l’olio extra vergine di oliva ma per mantenere integra la ricetta vi consiglio di usare lo strutto, in fondo non facciamo il fritto tutti i giorni.

In abbinamento un Pignoletto frizzante dei Colli Bolognesi

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