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Per non fare le  solite( ma ottime) lasagne al forno oggi vi consiglio questo piatto sardo nato tra le comunità pastorali della Barbagia.

Viene preparato con il famoso pane carasau che, grazie  al rumore che  provoca mangiandolo perché molto croccante, viene anche chiamato ” carta musica”; questo pane essendo secco, quindi facile da conservare, veniva e viene ancora oggi utilizzato dai pastori per accompagnare salumi e formaggi.

La ricetta mi è stata data da una collega di origini sarde; penso che il brodo di pecora, come richiede la ricetta originale, possa essere sostituito da un buon brodo di carne. Sarebbe meglio preparare porzioni singole in piccole ciotole di terracotta.

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Ingredienti

pane carasau

passata di pomodoro

1 spicchio di aglio

cipolla bianca

brodo di pecora o carne

4 uova in camicia

pecorino sardo grattugiato

olio extra vergine di oliva

sale

Soffriggere in poco olio l’aglio e la cipolla tritata fine; unire la passata di pomodoro e cuocere per 10 minuti circa.

Far bollire il brodo e immergere per circa 30 secondi il pane; adagiare le fette  su un piatto; disporre nelle piccole pirofile uno strato di salsa, uno  di pane, ancora uno di salsa e cospargere di pecorino; fare tre strati al massimo, sull’ultimo adagiare un uovo cotto “in camicia” cosparso di abbondante pecorino. Infornare a 200° per 10 minuti circa.

Per accompagnare questo piatto consiglio un Monica di Sardegna, vino rosso che si abbina ai primi piatti della cucina sarda.

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